Groundpiece di Flexform: Antonio Citterio ridefinisce il concetto di living con un divano iconico

Quando un divano cambia il modo di vivere la casa, qualcosa si muove davvero. Groundpiece di Flexform nasce proprio così. Entra in scena nel 2001 e rompe uno schema che sembrava immobile. Lo fa senza rumore, ma con un gesto forte: ripensare il living come luogo fluido, aperto, libero.

Un divano nato in un momento di transizione

All’inizio degli anni Duemila le stanze avevano ruoli rigidi. La cucina serviva a cucinare, il salotto a ricevere, lo studio a lavorare. Ma quella divisione iniziava a stare stretta. Antonio Citterio intercettò questa tensione e decise di rispondere con un progetto capace di cambiare la percezione degli spazi.

Da qui nasce Groundpiece. Un sistema di sedute pensato per affrontare quel passaggio culturale. Un gesto di sottrazione rispetto al divano borghese del Novecento, che lascia emergere nuove possibilità.

La forza dell’ispirazione: i ground pieces di Donald Judd

Il nome non è casuale. Citterio si ispira ai ground pieces di Donald Judd, sculture appoggiate direttamente al suolo senza piedistallo. Eliminano la gerarchia tra opera e spazio. E Groundpiece fa lo stesso nel living moderno. Entra nella stanza, dialoga con l’architettura, si integra senza imporre una forma rigida.

Volumi puri, proporzioni studiate, geometrie precise. Tutto contribuisce a creare una presenza discreta ma potente.

Una nuova idea di comfort

Linea destrutturata, proporzioni basse, profondità generosa. Groundpiece invita a una postura più libera e informale. Non è solo estetica. È una vera dichiarazione di intenti.

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Il divano diventa una superficie abitabile. Puoi sederti, distenderti, appoggiarti. Ogni modulo apre a scenari diversi. La modularità non è solo configurazione, è potenzialità.

Un bracciolo che diventa opportunità

Uno degli elementi più innovativi è il bracciolo. Può essere imbottito, quindi morbido e tradizionale. Oppure può trasformarsi in un contenitore in metallo rivestito in cuoio. In questo caso diventa un piano d’appoggio vero e proprio, utile e scultoreo allo stesso tempo. Un dettaglio che cambia il modo di usare il divano, ma anche il linguaggio del living.

Perché Groundpiece è diventato iconico

Citterio lo definì “troppo semplice, diretto, poco tradizionale”. Ed è proprio questa diversità ad averlo reso un’icona. L’essenzialità, unita alla flessibilità, permette al progetto di adattarsi a contesti diversi ed evolvere nel tempo.

La sua forma ridotta all’essenziale lo rende immediatamente leggibile. Non segue le tendenze. Le supera. Interpreta quella che Flexform definisce Soft Elegance: un’eleganza fatta di equilibrio, comfort e qualità dei materiali. Nulla è gridato. Tutto è misurato.

Un oggetto oltre le mode

Groundpiece resta centrale nel living contemporaneo perché accompagna i cambiamenti invece di subirli. Si inserisce in case diverse, stili diversi, vite diverse. La bellezza nasce dalla coerenza progettuale, non dall’effetto.

Crediti e contesto

Il servizio fotografico è curato da Murielle Bortolotto e Tamara Bianchini, con foto di Adriano Russo e styling di Gabriele Ciciriello. Le modelle coinvolte sono Sandre Nze @Manifesto, Caterina Deordieva @The Agency e Carla Bucamp @Why Not. Trucco di Seiko Nishigori con l’assistenza di Martina Iaquinta @GreenApple. Capelli a cura di Giovanni Erroi con l’assistenza di Filippo Monzio @GreenApple. Casting director: Simone Bart Rocchietti @Simo Bart Casting.

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Groundpiece rimane, dal 2001 a oggi, una delle interpretazioni più chiare e profonde del modo in cui viviamo la casa. Un progetto capace di parlare a un’epoca in cambiamento e, allo stesso tempo, di attraversarla con naturalezza.

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Chiara L.
Chiara L.

Chiara L. è un'esperta di giardinaggio e arredamento d'interni. Con un occhio attento per il design, scrive articoli su come trasformare gli spazi esterni e interni in rifugi accoglienti e funzionali.