Un secondo posto può pesare. Soprattutto quando arriva dopo mesi di prove, emozioni forti e sacrifici. Eppure Carlotta Bertin, finalista di MasterChef Italia 15, oggi lo vive con una luce diversa. La sua è una storia fatta di coraggio, scelte difficili e una determinazione che non si è mai spenta. E proprio per questo il suo viaggio continua a ispirare.
Un secondo posto che sa di vittoria
Subito dopo la proclamazione del vincitore, il suo grido «Ho fallito» aveva fatto pensare a una ferita profonda. Oggi Carlotta lo vede come uno sfogo nato da tensione, emozione e adrenalina. A mente fredda tutto cambia. Lei stessa lo racconta con lucidità: non è stato un fallimento, ma un traguardo enorme.
Nella quindicesima edizione del talent ha messo in fila risultati importanti. Ha conquistato quattro Mystery Box, ottenendo anche una Golden Pin e una Green Pin, e ha superato tre Pressure Test. Un percorso tecnico e mentale che le ha dato molto più di un titolo.
Un menù nato da un’idea semplice ma potente
Il suo menù finale non è nato all’ultimo minuto. Carlotta lo aveva immaginato già a metà gara. La sua idea seguiva un principio preciso: lavorare ingredienti semplici o considerati poco nobili, come il cinghiale, e trasformarli in piatti sorprendenti. Un approccio che racconta il suo modo di vedere la cucina.
L’errore che l’ha fatta soffrire? La dimenticanza della mela nel dolce. Una distrazione che lei stessa definisce dolorosa. Ma il piatto di cinghiale, legato al ricordo del nonno cacciatore, ha lasciato un segno forte nei giudici.
La sorpresa di chef Pavan e la forza dei consigli
Quando ha visto entrare chef Pavan, inizialmente non aveva capito. Poi l’urlo del fidanzato l’ha riportata alla realtà: quei fiori sarebbero finiti nei suoi piatti. Ha scelto di non farsi travolgere e di puntare su qualcosa di semplice, ispirato a una ricetta della nonna. Un passo che le ha regalato una soddisfazione profonda.
Quel confronto con Pavan dopo la Mystery Box le aveva già dato molto. La chef le aveva suggerito ingredienti stagionali e soprattutto le aveva insegnato a usare l’ansia come carburante.
Emotività, rivalità e fair play
Carlotta non nasconde la sua forte emotività. Gli urli che vedevamo in tv erano per lei valvole di sfogo dopo pressioni intense. Ma a MasterChef non ci sono solo piatti e prove: ci sono rapporti, amicizie, tensioni. Con Teo, il vincitore, il rapporto è sempre stato solido e basato su stima reciproca.
Con Dounia c’è stata una rivalità, nata dopo un vantaggio ottenuto. Ma oggi è acqua passata: si sono chiarite e durante il programma condividono colazioni e pranzi come tutti gli altri concorrenti.
Cannavacciuolo come un padre
Se dovesse scegliere un giudice con cui lavorare, Carlotta non ha dubbi: Cannavacciuolo. Lo vive come una figura paterna, capace di leggerla dentro e motivarla. Durante la prova di Massari, quando lui le chiese se fosse un bluff, qualcosa è scattato. Lei non si era mai vista così, e proprio da lì ha acceso il turbo.
Anche Barbieri e Locatelli sono stati mentori importanti. Barbieri, in particolare, è quello che l’ha aiutata a sdrammatizzare nei momenti più duri.
Il ruolo del fidanzato e della famiglia
Nicolò, il fidanzato con cui convive da tre anni, è stato un pilastro. Senza di lui, dice, non si sarebbe mai iscritta al programma. E nei giorni più neri era sempre presente. Forte anche il legame con la suocera Carola, che lei definisce un’amica capace di darle pace e stabilità.
Dopo MasterChef: emozioni nuove e un sogno che resta
Dopo la finale la vita pratica è cambiata poco, ammette Carlotta. La notorietà si sente, certo: al supermercato la fermano per una foto. Ma il cambiamento vero è dentro. MasterChef le ha mostrato lati di sé da ammorbidire. Oggi cucina per ore, tutti i giorni.
Le critiche? Le ha lette, poi messe da parte. Per lei contano solo fatica, grinta e amore messi nel percorso.
Il futuro: lavoro, crescita e un sogno a due
Vincere sarebbe stato importante anche economicamente. Le sarebbe piaciuto scrivere un libro di ricette basato sulla sua idea di semplicità. Ma il sogno più grande resta aprire un home restaurant con Nicolò, con lei ai fornelli e lui in sala.
Prima però vuole lavorare in cucina, fare gavetta e imparare. Perché oggi Carlotta non si sente più fallita. Anzi, si sente pronta.




